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O Luna, della notte vagabonda,
del Sole i raggi rifletti,
ma nelle notti incerte
al buio ti nascondi.
Nelle solitarie notti
sei fedele compagna.
Che dir degli amanti:
senza te, la magia, dov’è?
Sì come il loro bacio,
che la tua luce ci baci
e di nuovo possiamo veder,
in questa buia notte, il sentier.
Peregrin sul legno
un pescatore va
in cerca della tua bellezza;
nelle notti tenebrose
sei speranza luminosa
e amichevole guida.
Tu, che sul mar ti specchi.
Tu, che stessa faccia rivolgi.
A te io canto, ché tu possa
sul mio sonno e i miei cari
vegliare sì come mia madre
fece nelle prime notti incerte.
Or son uomo! Ch’io possa
e saviamente sappia
affrontar e volger a favor
nella giusta direzion,
le maree che tu influenzi.
Proprio come quel pescator
da un noto porto salpo,
ben sapendo ciò che lascio,
ignaro del novo approdo.